Le maschere

La parola maschera ha quattro significati principali. Il primo significato a cui si pensa subito è il manufatto per coprire il volto, in questo senso le maschere più famose sono quelle di carnevale, ma ne esistono anche di altri tipi, per esempio del teatro greco. La seconda accezione è un personaggio preso nel suo insieme, non solo il volto: anche in questo caso gli esempi più conosciuti sono del carnevale, per esempio Arlecchino e Pulcinella, ma ce ne sono pure altri come Pierrot. Il terzo significato è la persona che a teatro indica al pubblico in quali posti sedersi. La quarta accezione è metaforica, indica la sovrastruttura mentale che una persona utilizza per non far vedere chi è veramente. In questo articolo parleremo del primo e secondo significato.

Cominciamo con alcune maschere nel senso di manufatto che copre il volto, che in passato potevano essere utilizzate non solo a carnevale. La prima in ordine di tempo è la maschera del medico della peste che, nata per motivi di triste necessità, era indossata dai dottori tra il Trecento e il Settecento quando c’era la peste, in pratica fungeva da mascherina sanitaria dell’epoca. La sua caratteristica principale era il naso molto lungo riempito di vari fiori ed erbe che si riteneva avessero il potere di fermare il contagio.

Le altre due maschere sono la bauta e la moretta, molto diffuse a Venezia nel Settecento come testimoniano alcuni dipinti di Pietro Longhi. La bauta, che si legge con l’accento sulla u, copriva l’intero volto, di solito era di colore bianco e in corrispondenza della bocca aveva una sporgenza simile alla punta di un motoscafo, che permetteva a chi la indossava di mangiare, bere e parlare. In particolare il timbro della voce risultava abbastanza modificato e questo consentiva di mantenere l’anonimato parlando. Inoltre, il fatto di poter mangiare, bere e parlare permetteva di indossarla per diverse ore di seguito. Anche la moretta copriva l’intero volto come la bauta, però a differenza di quest’ultima era sempre di colore nero ed era indossata solo dalle donne. La moretta si teneva sul volto con i denti e quindi chi la indossava non poteva parlare.

Adesso parliamo delle maschere nel senso di personaggio, come abbiamo già detto le più famose sono del carnevale. Tutti conoscono almeno di nome Arlecchino, Pulcinella, Balanzone, Pantalone, Gianduja e Stenterello, però forse non tutti sanno che essi hanno un’origine in comune e cioè all’inizio erano figure della commedia dell’arte, un tipo di teatro abbastanza improvvisato diffuso in Italia tra la metà del Cinquecento e la fine del Settecento, quando fu soppianto dal teatro moderno di Carlo Goldoni, che invece seguiva un copione.

Per la precisione le maschere di carnevale erano i personaggi più popolari della commedia dell’arte, così popolari che sono sopravvissuti dopo la sua fine e sono arrivati fino ai giorni nostri. Vediamo un po’ più da vicino alcune loro caratteristiche. Tutte queste maschere sono collegate a un luogo di origine e nascono verso la metà del Cinquecento ad eccezione di Gianduja e Stenterello che compaiono nella seconda metà del Settecento, in particolare Stenterello è considerata l’ultima figura della commedia dell’arte in ordine di tempo.

Arlecchino (Bergamo) è un servo sempre allegro che indossa un vestito di tanti colori a forma di rombo. Anche Pulcinella (Napoli) è un servo allegro, ma il suo vestito è tutto bianco. Balanzone (Bologna) è laureato in Legge e dà sempre consigli a tutti, indossa un vestito nero. Pantalone (Venezia) è un mercante ricco, ma avaro, veste con un vestito rosso e un mantello scuro. Le quattro figure che abbiamo appena descritto indossano la maschera, mentre le prossime due no. Gianduja (Piemonte) è un signore simpatico a cui piace la buona tavola, veste con pantaloni e giacca marroni. Stenterello (Firenze) è un uomo povero, ma sempre allegro e con la battuta pronta; indossa i pantaloni corti e i calzini di due colori diversi.

Oltre alle maschere del carnevale c’è ne sono altre come per esempio Pierrot, che appartiene al teatro francese. Pierrot in origine si chiamava Pedrolino ed era un personaggio della commedia dell’arte, nato in Italia verso la metà del Cinquecento; poi verso la fine del Seicento fu portato in Francia da un attore italiano ed ebbe un suo sviluppo autonomo diventando Pierrot, un innamorato triste perché ama la luna, ma non ne è ricambiato. Pierrot è muto, si esprime solo a gesti, indossa un vestito bianco e il cappello nero. Il suo viso è rigato da una lacrima. Nella prima metà dell’Ottocento il mimo francese Jean-Baptiste-Gaspard Debureau lo ha interpretato per molti anni in un teatro di Parigi ed è egli, più di altri, che ha contribuito a dargli le caratteristiche che noi oggi conosciamo.

Concludo con una curiosità.

Come abbiamo visto, quando pensiamo alla maschera la prima cosa che di solito ci viene in mente è  il carnevale e cioè quel periodo di festeggiamenti della durata di alcuni giorni che si svolge ogni anno tra Febbraio e Marzo. Esso non capita sempre negli stessi giorni perché dipende da quando viene Pasqua che varia di anno in anno, comunque inizia di Giovedì e termina il Martedì successivo: questi due giorni vengono chiamati Giovedì grasso e Martedì grasso. Le origini più lontane del carnevale si perdono nell’antichità, tuttavia quelle più recenti risalgono alla fine del Medioevo. Ai nostri giorni i festeggiamenti generalmente riguardano i bambini, tuttavia ci sono alcuni carnevali famosi, come a Venezia, dove pure gli adulti indossano la maschera e i travestimenti. Viareggio in Toscana è famosa per la sfilata dei carri allegorici, dove vengono riprodotti in cartapesta i volti di personaggi famosi con intenti satirici.

Riassumendo

Il termine maschera ha due significati principali: il manufatto che copre il volto e un personaggio nel suo insieme. Nella prima accezione alcuni esempi sono la maschera del medico della peste, la bauta e la moretta che in passato erano utilizzate non solo a carnevale. Nel secondo significato tra gli esempi più famosi ci sono Arlecchino, Pulcinella e Pierrot.

Armando Guida

 

Foto in questa pagina:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Venetian_Carnival_Mask_-Maschera_di_Carnevale-Venice_Italy-Creative_Commons_by_gnuckx(4816728904).jpg

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gnuckx [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)]

 

 

 

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