Alla fermata dell’autobus

Il “Corriere della Sera” agli inizi di gennaio ha riportato una notizia accaduta a Milano. Un non vedente è stato assolto in primo grado di giudizio dall’accusa di avere molestato tre ragazze alla fermata dell’autobus. Qualche giorno dopo lo stesso giornale ha riferito che la Procura ha fatto ricorso contro la decisione del Tribunale.

La vicenda inizia circa un anno fa, nel gennaio 2020, a una fermata dell’autobus in centro a Milano, vicino a un liceo. Un non vedente italiano, quarantenne, chiede aiuto a tre studentesse sedicenni di quel liceo per salire sul mezzo pubblico. Una professoressa della stessa scuola, che si trovava lì vicino, ha dichiarato che il cieco con la scusa di farsi aiutare a salire sul mezzo pubblico ha palpeggiato il seno e il sedere di due delle ragazze, che non conosceva e ha baciato sulla guancia la terza, che conosceva.

L’insegnante gli ha detto di non stare troppo vicino alle studentesse, ricevendo come risposta che era una cafona. La docente ha deciso di chiamare il 113 e, oltre a raccontare quanto appena visto, ha aggiunto: “ho raccolto in passato altre informazioni già… a mio avviso con le ragazze minorenni ha degli atteggiamenti…, era visibilmente eccitato, secondo me non era completamente cieco ma qualcosa riusciva a vedere”.

Il non vedente viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale, è rimasto otto mesi agli arresti domiciliari fino all’assoluzione di poche settimane fa. L’imputato ha spiegato che quando cammina per strada o deve salire sugli autobus chiede abitualmente aiuto alle persone di passaggio, prendendole sotto braccio. I suoi due difensori hanno portato la documentazione medica attestante che egli è completamente cieco e che non può avere erezioni.

La Giudice Ilaria De Magistris sulla base della documentazione medica ha ritenuto che la professoressa abbia fatto confusione con il bastone per ciechi ripiegabile che l’imputato ha messo in tasca. La versione delle tre liceali è stata influenzata dalla “percezione intrisa di pregiudizio” dell’insegnante che pensava che il quarantenne fosse un molestatore non completamente cieco. Per la Giudice l’uomo ha toccato le ragazze, ma i suoi atteggiamenti possono essere considerati “comunicativi di socialità in maniera esagerata ma distanti dall’azione sessuale”.

Qualche giorno dopo l’assoluzione in primo grado, la Procura ha presentato ricorso contro la sentenza ritenendo che ci sia stato pregiudizio, ma nell’assolvere l’uomo. Per il pubblico ministero Maura Ripamonti le dichiarazioni delle testimoni sono credibili, il fatto che l’imputato non può avere delle erezioni “non esclude un’attività sessuale e forme di eccitazione”. La Giudice non ha considerato che la docente si era ricordata che il non vedente in passato aveva molestato pure lei. Inoltre se i contatti fisici tra il cieco e le ragazze non sono violenza sessuale, vanno considerati almeno come violenza privata.

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Autobus_elettrico_linea_84_Santa_Giulia_direzione_San_Donato_M3_Milano.jpg

Autore: Marcuscalabresus

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