Vincenzo Muccioli

Era da molto tempo che non si sentiva parlare di Vincenzo Muccioli. I mezzi di informazione sono ritornati a parlarne lo scorso gennaio in seguito all’uscita di un documentario sulla comunità di San Patrignano e sul suo fondatore.

Muccioli nasce nel 1934 a Rimini; nel 1978 fonda poco lontano da questa città la comunità di San Patrignano per il recupero e la riabilitazione delle persone tossicodipendenti, che nel corso degli anni sarebbe diventata la più grande d’Europa. Muccioli muore prematuramente nel 1995 a sessantuno anni. Il figlio Andrea ha guidato la comunità fino al 2011 quando l’ha lasciata in seguito a contrasti interni. Da allora è proseguito l’impegno di Letizia e Gian Marco Moratti, i principali finanziatori della struttura quasi dalle origini fino ad oggi.

Credo che la figura di Muccioli sia positiva perché egli ha affrontato concretamente il problema della tossicodipendenza in un periodo in cui pochi lo facevano. Se egli avesse salvato anche una sola vita la sua opera sarebbe già meritoria: le vite salvate nella comunità con lui e dopo di lui sono migliaia. Il suo obiettivo era di togliere dalla dipendenza della droga ogni persona che veniva a chiedergli aiuto, ma soprattutto di ridare a questa persona la dignità che aveva perso. Bisogna anche dire che svolgere questo impegno non fu facile e che nel corso della sua esistenza egli ha dovuto affrontare due processi.

Come abbiamo detto, lo scorso gennaio si è tornati a parlare di Vincenzo Muccioli con diverse interviste sui giornali a persone che lo hanno conosciuto. Andrea Muccioli ha detto al “Corriere della Sera” che suo padre “era una montagna di uomo, con due mani grandi e degli abbracci che ti inghiottivano. Considerava tutti i ragazzi che soffrivano parte della sua famiglia, li chiamava i miei figli. Io ero uno di loro”. Il suo errore è stato di  “voler salvare tutti. Ha aperto troppo rispetto alle nostre capacità organizzative. Il risultato è che ha delegato anche persone impreparate a gestire ragazzi in difficoltà”.

Fabio Cantelli è stato nella comunità per dieci anni, tra i primi anni ottanta e i primi anni novanta, prima come ospite e poi come portavoce; a “Il Fatto Quotidiano” ha affermato che “non si usano sostanze, ma si viene usati delle sostanze, si viene assunti dalle droghe. E poi la droga è un mondo, non una cosa. Per liberartene devi costruirti un mondo alternativo, un presente. L’intuizione di Muccioli era: devono imparare un lavoro. Capiva la vocazione professionale, di me capì che dovevo studiare”. Oggi Fabio Cantelli è filosofo, scrittore e vicepresidente del Gruppo Abele, la onlus fondata da Don Luigi Ciotti a Torino per la lotta alle dipendenze, all’emarginazione e per la cooperazione internazionale.

Letizia Moratti è stata presidente della Rai, ministra, sindaca di Milano, attualmente è assessore al Welfare della Regione Lombardia; ha parlato con il “Corriere della Sera” dell’impegno suo e del marito per la struttura.

“La mia è una famiglia fortunata e con Gian Marco avevamo sentito il dovere di dare un contributo alla società e alle persone che avevano bisogno. Quelli erano anni difficilissimi per il tema delle tossicodipendenze che stava esplodendo e abbiamo da subito creduto al progetto pionieristico di Vincenzo. Siamo arrivati a San Patrignano nel settembre del 1979, c’erano una quindicina di ragazzi ospitati e quella è diventata la nostra seconda casa: vivevamo in una roulotte con Gian Marco e i miei figli e per 40 anni tutti i nostri weekend, ogni Natale, Pasqua e ogni vacanza estiva noi siamo stati lì, con i ragazzi.

Muccioli è stato l’uomo che ha avviato il progetto: per noi l’esperienza non era Muccioli, ma San Patrignano, e limitare tutto il racconto della comunità alla storia di un uomo non rende merito all’impegno di tutti i ragazzi per far crescere San Patrignano in ciò che è oggi per il nostro Paese.

Sanpa dal 1978 ad oggi ha salvato 26 mila persone, ragazze e ragazzi che parevano senza prospettive, offrendo loro gratuitamente assistenza sanitaria e legale, garantendo una formazione, costruendo per loro un percorso lavorativo e aiutandoli a reinserirsi nella società. Sanpa è un bene del nostro Paese: ecco, non dimentichiamolo”.

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:A_fork_in_the_road_-_geograph.org.uk_-_558151.jpg

Autore: Nicholas Mutton

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