Un post antisemita

Lo scorso febbraio una consigliera comunale del Movimento 5 Stelle di Torino, Monica Amore, ha pubblicato su Facebook un post antisemita, dove c’era un elenco delle testate del Gruppo editoriale Gedi (tra cui “Repubblica” e “La Stampa”) vicino ad alcune caricature ebraiche razziste degli anni bui prima del fascismo e del nazismo, con una parola di commento: “Interessante!”

Ci sono state subito molte polemiche. Massimo Giannini, direttore de “La Stampa”, è stato tra i primi a intervenire. «Vorrei chiedere a questa persona infame e indegna: che cosa vuol dire quella parola “Interessante!”? Vuol forse dire che noi apparteniamo alla solita congiura giudo-pluto-massonica? Questo è lo stesso Movimento 5 Stelle che sta sostenendo la necessità di votare il governo Draghi per aprire una stagione di grande concordia nazionale? La sindaca Appendino non ha niente da dire? E i vertici del Movimento, Beppe Grillo, Casaleggio, Luigi di Maio? Si può tollerare una cosa del genere? Che cultura politica c’è dietro queste persone?»

L’autrice del post poco dopo lo ha cancellato e si è scusata. «Chi mi conosce sa che non sono razzista e voglio bene a ogni essere umano, senza distinzione di genere, condizione sociale, religione o colore della pelle. Mi scuso con i colleghi del Movimento 5 Stelle che sono stati al centro della strumentalizzazione e con tutte le persone di origine o religione ebraica che si sono sentite offese o discriminate».

La sindaca di Torino Chiara Appendino ha commentato così il gesto compiuto dall’esponente del suo partito. «La consigliera Monica Amore ha chiesto scusa per aver pubblicato un post – grave e del tutto inaccettabile – che ha già provveduto a rimuovere. Ribadisco da parte mia e della Città la più netta presa di distanza».

L’onorevole Luigi Di Maio, ministro degli Esteri si è espresso con queste parole. «Prendo atto delle scuse della consigliera comunale M5S di Torino, Monica Amore. Considero in ogni caso gravissimo e inaccettabile il post pubblicato e successivamente eliminato. Come ha già sottolineato il sindaco Chiara Appendino, ne prendiamo le distanze».

Molti esponenti di tutti i partiti politici hanno manifestato la propria condanna per quanto accaduto. Alcuni giorni dopo è arrivata la notizia che la Comunità ebraica di Torino ha denunciato alla procura la consigliera comunale in questione per “diffamazione aggravata dall’odio razziale”.

Questa vicenda è avvenuta pochi giorni dopo la Giornata della Memoria, una ricorrenza internazionale che si svolge ogni anno il 27 gennaio per ricordare le vittime dell’Olocausto, tutte le persone uccise dai nazisti nei campi di sterminio durante la Seconda guerra mondiale: ebrei, zingari, omosessuali e persone con disabilità.

La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio, ogni anno commemora la Giornata della Memoria al Memoriale della Shoah, che si trova alla Stazione Centrale di Milano, al binario da dove partivano i convogli per i lager. Da quel luogo il 30 gennaio 1944 anche Liliana Segre dovette partire con suo padre Alberto e altre seicento persone per Auschwitz; lo scorso gennaio ha ricordato che «nessuno ci ha fermato per strada quando ci hanno portato alla stazione per essere deportati. L’indifferenza porta alla violenza, l’indifferenza è già violenza».

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Holocaust_Mahnmal_Berl%C3%ADn.JPG

Autore: Maria Carmen

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